La storia del vino

La vitis vinifera è una pianta rampicante che cresce verso l'alto alla ricerca dei raggi del sole, la sua presenza nelle flora del nostro pianeta è attestata già 300 mila anni fa...
La storia del vino quindi e' molto antica... le prime prove certe di fermentazione alcolica dell'uva risalgono all'età preistorica tra i 7mila e i 5mila anni a.C. nella zona del Caucaso, in Armenia e in Georgia.
Dal II millennio a.C. il consumo del vino si diffonde stabilmente, alle origini era legato strettamente ai riti religiosi poi via via è diventata una bevanda dissetante. Lo stesso Antico Testamento contiene  una grande quantità di riferimenti al vino e alla sua importanza.
Importanza decisiva comunque il vino la acquista da Roma e dal suo impero; è li che il vino acquista importanza anche dal punto di vista economico.
Ma il vino di Roma era molto diverso dal vino che beviamo oggi: era un liquido dolciastro, molto forte, mai consumato puro ma allungato con acqua oppure aromatizzato con salse di pesce e spezie o particolari resine. In questo periodo compare la botte di legno, un'invenzione pare dovuta ai Galli.

Quando i barbari invasero l'impero romano e il mondo mediterraneo, il vino entro' in un periodo di crisi, tra il IV e il IX secolo d.C.... il vino era estraneo alla cultura dei barbari a causa del fatto che la vite ha bisogno di coltivazioni stanziali, dati i suoi lunghi tempi di produzione, e i barbari di certo non erano un popolo sedentario..

I Nordici con le loro invasioni distrussero gran parte delle coltivazioni europee, si deve in gran parte agli ordini ecclesiastici nell'alto medioevo il mantenimento delle conoscenze delle pratiche enologiche.
Monaci benedettini e cistercensi in tutta Europa custodirono al riparo dai saccheggi le varietà vinicole e le conoscenze ad esse legate. Essi producevano vino a uso e consumo interno ai monasteri.

Zone come la Borgogna e il Rodano, in Francia ancora oggi mantengono tracce dei luoghi dove il sacro e il profano trovarono una felice armonia.

In questo difficile periodo si scoprì l'importanza delle cantine sotterranee, per l'affinamento e la conservazione del vino, dalle soffitte via via il vino venne trasferito il luoghi sotterranei, dove grazie al buio, alla bassa temperatura e all'umidità i vini venivano conservati e mantenuti in maniera migliore.

Dopo l'anno mille è rinato il vino e la sua produzione, grazie ad un miglioramento generale delle condizioni economiche e sociali delle popolazioni europee. Da allora il vino riacquista il ruolo di bevanda prestigiosa, anche se ancora molto diverso dal vino che conosciamo oggi, spesso ottenuto da miscele di uve bianche e rosse.
Il Rinascimento ha grande attenzione per il vino, la bevanda degustata da Papi e dai Re come dal popolo.. si inizia a sviluppare un'economia di mercato legato al concetto di qualità : si differenziano i vini secondo fasce qualitative che dipendono dalla zona di provenienza.
Già nel XIV secolo il vino di qualità per eccellenza è il Bordeaux, grazie alle condizioni climatiche ma anche al vicino porto che favorisce gli scambi commerciali.

Se si guarda alla situazione italiana, si nota che nei secoli moderni tra il 600 e l' 800 la Francia domina il mercato del vino di qualità grazie ad una capacità commerciale molto piu' dinamica della nostra. Questa situazione si è protratta fino al secondo dopoguerra. Negli anni settanta l'avvento della meccanizzazione dei vigneti con l'uso dei trattori ha contribuito non poco al peggioramento della produzione..
il vino italiano era il vino da pasto,  di scarso pregio e valore.
La nascita delle Doc segna una prima fondamentale ma ancora lieve inversione di tendenza, grazie ad un movimento socio economico molto ampio, che ha ridotto il consumo quantitativo di vino in tutta Europa sviluppando al contrario sempre piu' ampie nicchie qualitative.. bere meno ma bere meglio è diventato non solo uno slogan ma una importante tendenza di costume .
A partire dagli anni 80 molte aziende vinicole italiane hanno puntato decisamente sulla qualità, sfruttando finalmente l'enorme potenzialità offerta dalle condizioni geografiche e climatiche di moltissime aree viticole italiane.
Nel frattempo si è scelto di rispettare l'ambiente e di utilizzare metodi di produzione ecologici e biologici.
Oggi il vino italiano vive un momento di grande prestigio in tutto il mondo.

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